Buon Natale e benvenuti all’inferno

24 Dicembre 2024

 

Questa sera, vigilia di Natale, molti di voi saranno seduti intorno a un tavolo ad attendere la nascita di Cristo, mentre noi, volontari, siamo in giro a far fronte a qualche emergenza.

Non vogliamo rattristarvi, ma stasera desideriamo parlarvi dei cani che sono entrati in canile da cuccioli e oggi sono adulti o anziani. Mettiamo da parte loro, così come migliaia di altri come loro, e vogliamo concentrarci su di noi: un gruppo di volontarie che ancora ha il coraggio di entrare nei canili del centro-sud Italia.

Quando si entra in un canile, si vedono i cani. Sono lì, fatti di carne e ossa. Li vedi. Eppure… questo non basta. A volte, ciò che si percepisce sono solo i corpi, l’aspetto esteriore, la custodia, l’involucro.

Ciò che conta davvero in ogni individuo è la sua testa, il suo cervello, la sua mente. E purtroppo, in alcuni cani del canile, questa non si vede più. È compromessa. Il disagio che provoca il canile risiede soprattutto nella mente. Anche se fisicamente i cani possono apparire in buone condizioni, la loro mente sta male, e questo è grave anche se non si manifesta visibilmente.

Non siamo contrari all’ingresso dei cani vaganti in canile, ma siamo decisamente contro le nascite incontrollate, i cani senza microchip e quelli lasciati liberi sul territorio, con l’idea che tanto ritorneranno. Siamo stanchi di combattere contro i mulini a vento. Loro non hanno colpe per essere venuti al mondo a causa della nostra ignoranza e non meritano di vivere da reclusi per tutta la vita.